europa usa lottaPer misurare quanto profonda sia la linea di faglia che si sta aprendo fra l’Unione europea e gli Stati Uniti, basta sfogliare un rapporto pubblicato un paio di mesi fa dal Defense Innovation Board. Questa struttura di consiglieri indipendenti del Pentagono riassume in trentatré pagine gli sviluppi del G5, la nuova tecnologia di comunicazione mobile che supera di venti volte in velocità e portata i migliori sistemi esistenti. «Chi muove per primo guadagnerà miliardi di ricavi, accompagnati da una notevole creazione di posti e dalla leadership nell’innovazione tecnologica», si legge.

Quindi gli esperti del Pentagono passano a descrivere la gerarchia fra i Paesi che si stanno avvicinando all’uso di queste frequenze che trasformeranno quasi tutto: dal traffico urbano, all’intelligenza artificiale nell’analisi dei dati, all’uso della realtà virtuale nelle catene globali di produzione, alla difesa. Prima è la Cina - si legge - seguita dagli Stati Uniti. «Subito dietro» Corea del Sud e Giappone. Gran Bretagna, Germania e Francia sono «seconda classe», obbligate ad adottare le tecnologie della Cina o degli Stati Uniti. Esiste poi una «terza fascia» con Canada, Russia e Singapore, mentre l’Italia resta fuori. Neanche citata. Si sottolinea però che vari alleati europei si stanno rifiutando di escludere i cinesi come fornitori di questa tecnologia.

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dall'articolo del Corriere.it

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