carrello spesa pieno«L’impennata di vendite registrata dall’inizio dell’emergenza Coronavirus nella grande distribuzione non si traduce in un vantaggio per il consumatore, che sta spendendo mediamente di più per effetto di una limitata possibilità di scelta sia rispetto ai punti vendita sia per quanto riguarda i prodotti a scaffale e delle mancate promozioni». E’ la tesi dei ricercatori di Altroconsumo che hanno analizzato i dati delle vendite della grande distribuzione, prima e durante l’emergenza Covid-19,  mettendo a confronto i volumi di vendita, i prezzi e l'andamento delle promozioni.  Che cosa è successo? L'emergenza coronavirus si è portata dietro un aumento dei volumi di spesa del 17,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con punte del 105,9% per farine e miscele e 88,1% per le commodities, categoria che comprende alcol, ammoniaca e simili.

Dal 17 e il 23 febbraio nella grande distribuzione si registra il primo aumento a due cifre rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, per arrivare a un picco (+27,9%) nella settimana dell’inizio della quarantena su tutto il territorio nazionale. Si registrano picchi anomali su tutti i prodotti. 

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dall'articolo di MAURIZIO TROPEANO per LaStampa.it 

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