epidemia dei non vaccinatiNelle prossime settimane i contagi potranno diminuire ma non significa che il virus non circolerà, l’immunità di gregge è ancora lontana ma solo chi non è vaccinato si ammalerà con le probabilità finire in terapia intensiva com’è accaduto per le altre ondate. E, purtroppo, riprenderanno a salire i decessi. È questo lo scenario che tratteggia Roberto Battiston, fisico dell’Università di Trento che coordina l’Osservatorio del dato epidemiologico in collaborazione con l’Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, l’organismo che esegue il monitoraggio dei sistemi sanitari.  Professore, qual è la situazione?  «Da aprile fino a fine giugno i contagi si sono ridotti moltissimo grazie ai vaccini: in quella fase abbiamo assistito a una decrescita continua di tutti i parametri. Poi a fine giugno si è inserita la variante Delta che già circolava da tempo ma che ha preso il sopravvento. A luglio e ad agosto ha ripreso a crescere l’epidemia.

I primi di luglio c’era molta preoccupazione: si temeva che fossimo all’inizio di un’ondata analoga a quella vissuta in Inghilterra (dove si sono raggiunti 50mila nuovi infetti al giorno) e in Francia. In Italia invece abbiamo registrato al massimo settemila nuovi casi al giorno con valori rimasti costanti nelle ultime tre settimane. Adesso ci potrebbe essere una decrescita».

Perché non abbiamo avuto un’ondata con numeri analoghi a Francia e Inghilterra?
«Siamo partiti da valori più bassi e, conseguentemente, il ritmo di crescita è stato più lento rispetto a quello della seconda ondata: inoltre grazie alla vaccinazione il numero dei ricoveri è stato tre volte inferiore. Questa ondata è stata quindi dieci volte meno intensa rispetto alla seconda ondata dell’anno scorso. Questo è un elemento molto positivo, significa che il vaccino ci sta proteggendo moltissimo. Il Covid non riesce a diffondersi rapidamente e se colpisce le persone vaccinate gli effetti sono modesti: si risolvono con una quarantena, pochi ricoveri, quasi mai si va in terapia intensiva».

Anche lei era tra coloro che aveva previsto un’ondata più intensa.
«Avevo pensato che saremmo arrivati a diecimila nuovi contagi al giorno invece ci siamo fermati a settemila. La spiegazione sta probabilmente nel numero crescente dei vaccinati: anche se il ritmo è diminuito, a questa velocità tra un mese e mezzo sarà coperto quasi il 50 per cento delle persone rimaste da vaccinare».

Possiamo prevedere con certezza una decrescita?
«La stiamo aspettando, grazie al Green pass il nuovo strumento pensato per limitare i contagi, ma c’è da capire quanto funzionerà. Ci sta dando una mano a contenere l’ondata e la situazione è migliore di quanto potevamo aspettarci con l’avvento della variante Delta».

Una nuova ondata per il rientro dalle vacanze e con l’arrivo dell’autunno quindi sarà solo un brutto ricordo dell’anno passato?
«Quella che è in corso, e per un po’ continuerà, è l’epidemia dei non vaccinati, i quali ancora rischiano di ammalarsi gravemente e di morire con una percentuale più alta se anziani, inferiore se giovani. In Italia circa un quinto di coloro che sono vaccinabili non lo sono ancora. Sono queste persone che rischiano di pagare il maggior costo. Chi non si vaccina non può contare sull’immunità di gregge perché i ragazzi sotto 12 anni non saranno vaccinati a breve e non sarà raggiunto il valore vicino all’88% corrispondente all’immunità di gregge per la variante Delta».

Un motivo in più per vaccinarsi.
«Chi non è vaccinato corre oggi un rischio altissimo, aspettare a vaccinarsi può costare caro. Dall’inizio della nuova ondata, I morti, purtroppo stanno crescendo esponenzialmente. Nel prossimo mese rischiamo di tornare a centinaia di morti al giorno, vaccinarsi quindi è un atto di sano egoismo personale».

La Toscana è tra le regioni messe peggio. Dovremo preoccuparci ?
«La Toscana attualmente ha un Rt, un indice di contagio, che sta scendendo sotto 1. È sceso molto, durante questa ondata ha raggiunto 2. Ha però un’incidenza di contagi di 120 casi per settimana per 100mila abitanti, un valore medio alto, oggi, in Italia: gli infetti attivi sono due volte più alti che in settembre 2020. In Toscana ci sono province come Livorno, Prato, Pistoia, Lucca e Pisa tra le prime 15 in Italia per quantità di nuovi infetti per settimana per ogni centomila abitanti ma nelle prossime settimane questi numeri dovrebbero diminuire».

Riapriranno le scuole. Non la preoccupa?
«La richiesta del green pass dovrebbe darci la tranquillità di una ripresa senza ondate violente. Lo ripeto: questo vale solo per chi è vaccinato. Così come gli spostamenti internazionali “controllati” dovrebbero garantirci un rientro dalle vacanze tranquillo. Solo il 95 per cento della popolazione vaccinata ci darebbe però la totale sicurezza. Obiettivo per ora impossibile».

Articolo di  IlTirreno.it


 

 
 
 

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