Lockdown di Natale europa cropRestrizioni contro la terza ondata. In Francia screening di massa, a Parigi restano chiusi bar e ristoranti, nuove regole in Grecia. Natale ad alto contagio. L’Ue ha trovato il suo incubo comune. Da Berlino ad Atene, passando per Amsterdam, le capitali europee si stanno muovendo per ultimare la propria strategia anti-Covid per il periodo delle Feste, il più temuto a ogni latitudine. In Germania, dove da mercoledì scatterà il lockdown generale, il governo ha chiesto ai cittadini di evitare lo shopping e comprare lo stretto indispensabile. L’Olanda annuncia 5 settimane di lockdown nazionale. In Francia, dove sono partiti gli screening di massa in alcune città, molte restrizioni cadranno a partire da domani, ma bar e ristoranti potrebbero restare chiusi oltre il 20 gennaio. In Spagna, nel mirino per aver sottostimato di circa 18mila morti il bilancio della pandemia, il governo ha annunciato l’inizio della vaccinazione di massa tra il 4 e il 5 gennaio, accorciando i tempi rispetto all’ipotesi di un’unica data di lancio a livello europeo. La Grecia vara le sue regole per i pranzi in famiglia e alza il livello d’allerta per i viaggiatori che entrano nel Paese. Londra – secondo la Bbc – si avvia a ridiventare zona rossa, una misura che il sindaco spera di evitare chiedendo al governo la chiusura preventiva della scuole secondarie e dei college.

Berlino: “Comprate lo stesso indispensabile e aspettate il lockdown”

Il governo tedesco ha invitato i cittadini a rinunciare allo shopping di Natale, a due giorni dall’entrata in vigore del lockdown generale che implicherà la chiusura della maggior parte dei negozi, rafforzerà le regole di distanziamento sociale e chiuderà le scuole in tutto il Paese. “Vorrei e spero che le persone comprino solo ciò di cui hanno veramente bisogno, come i generi alimentari”, ha detto il ministro dell’Economia Peter Altmaier. “Più velocemente teniamo sotto controllo queste infezioni, meglio è per tutti”.

Non solo. Il capo dello staff della cancelliera tedesca Angela Merkel, Helge Braun, ha messo in chiaro che il lockdown durerà probabilmente oltre il 10 gennaio. “Ritengo che un allentamento generalizzato” prima di quella data “sia molto, molto improbabile”, ha dichiarato all’emittente Rtl/n-tv. Secondo Braun, le scuole potrebbero essere le prime a riaprire: “L’istruzione è una priorità e resterà cosi”.

Olanda annuncia 5 settimane di lockdown, Rutte parla al Paese

In Olanda scatta un nuovo lockdown. Il Governo ha convocato una riunione di emergenza per discutere le nuove misure da adottare per tentare di arginare la corsa del virus. Misure annunciate dal primo ministro, Mark Rutte, in un discorso al Paese: cinque settimane di lockdown nazionale, fino al 18-19 gennaio. Scuole e negozi chiusi, serrata dei luoghi pubblici come musei, zoo, biblioteche. 

“La situazione è molto grave”, ha detto il ministro della Salute olandese, Hugo de Jonge. Gli ospedali nei Paesi Bassi sono in difficoltà e l’ultimo bilancio quotidiano, diffuso ieri, parla di circa 10mila nuovi casi in 24 ore. Secondo la stampa locale, il governo deciderà la chiusura di tutti i negozi che non vendono beni essenziali. La Germania, che condivide un confine di 580 chilometri con i Paesi Bassi, ha già annunciato il suo secondo lockdown a partire da mercoledì. Le autorità olandesi temono che molti tedeschi possano attraversare il confine per lo shopping natalizio.

La Francia allenta da domani, ma tiene i piedi per terra: incerta la riapertura dei bar il 20 gennaio. Al via gli screening di massa

I francesi potranno di nuovo circolare senza autocertificazione da domani su tutto il territorio, anche se il numero di casi quotidiani di contagio resta lontano dagli obiettivi dettati dal governo (5.000 al giorno). Ieri ne sono stati registrati ancora 11.533, con 150 morti in 24 ore. Anche per questo il governo non dà garanzie sulla riapertura di bar e ristoranti a partire dal 20 gennaio. “Non posso dirvi con certezza che riapriremo i bar e i ristoranti il 20 gennaio. Dirlo significherebbe assumersi un rischio eccessivo”, ha dichiarato il ministro francese dell’Economia, Bruno Le Maire, intervistato da Franceinfo. Il ministro ha precisato che trattative sono previste per vedere come bar e ristoranti “possono ripartire”. Nell’attesa, la loro riapertura resta condizionata all’evoluzione dell’epidemia.

Questa mattina, intanto, sono iniziati i primi screening di massa - con tamponi anti-Covid gratuiti per tutti - in due città francesi, Le Havre e Charleville-Mezieres. Nel porto della Normandia, l’obiettivo è testare 270.000 abitanti in 5 giorni. Seguiranno Roubaix e Saint-Etienne. Le operazioni a Le Havre sono cominciate questa mattina alla presenza del ministro della Salute, Olivier Véran, e del sindaco, l’ex premier Edouard Philippe. Véran aveva presentato la settimana scorsa gli screening di massa come un nuovo tentativo di mettere sotto controllo l’epidemia entro le feste di fine anno e della riapertura dopo il lockdown, in programma domani.

“Queste operazioni - ha spiegato Véran, illustrando gli screening di massa in diverse città - sono sia un mezzo per limitare la propagazione del virus nelle collettività coinvolte, sia un modo di sperimentare la nostra strategia ’testare, allertare, proteggere”. Philippe, lanciando le operazioni nella sua città, ha sottolineato che i tamponi saranno effettuati a tutti “senza appuntamento e gratuitamente, con un risultato entro mezz’ora”. Nella regione delle Ardenne, lo screening riguarderà le due principali città con la loro banlieue: Charleville-Mezieres e Sedan, in tutto 123.000 abitanti, fino a venerdì, poi dal 21 al 23 dicembre e dal 28 al 30. La stessa operazione sarà lanciata in due dei territori più colpiti dalla seconda ondata, Roubaix, nel nord, e Saint-Etienne, nel centro.

In Spagna 18mila morti in più rispetto al bilancio ufficiale. Il governo annuncia: vaccinazione di massa dal 4 o 5 gennaio

Dopo la rivelazione dell’Istituto spagnolo di statistica, secondo cui tra marzo e maggio il virus ha ucciso circa 18mila persone in più rispetto al bilancio ufficiale, il Paese inizia a realizzare il fatto di essere il primo in Ue per numero di morti. In un rapporto pubblicato qualche giorno fa, l’Istituto di statistica ha indicato che il bilancio delle vittime della prima ondata ha superato quota 45mila, circa 18mila in più rispetto ai dati forniti dal ministero della Sanità. Il nuovo totale dei decessi – ha specificato l’Ine - include sia le persone per le quali il virus era stato identificato con certezza come causa (32.652) sia quelle per le quali si sospetta che il Covid-19 sia all’origine dei sintomi avvertiti. Il fato – scrive The Local - rafforza il diffuso sospetto che durante la prima ondata, quando ospedali e pompe funebri furono completamente sopraffatti, molti casi non vennero conteggiati come parte del bilancio ufficiale.

Schiacciata dal peso del lutto, Madrid tenta l’iniezione di fiducia promettendo che “il processo di vaccinazione nel Paese inizierà il 4 o il 5 gennaio”, dopo il via libera da parte dell’Agenzia europea per i medicinali, atteso per il 29 dicembre. Il ministro della Salute, Salvador Illa, ha rassicurato le comunità autonome sul processo di vaccinazione, poiché “ci saranno vaccini per tutti e ce ne saranno in abbondanza”.

Grecia, governo annuncia limitazione per gli incontri in casa durante le feste natalizie

Il governo greco ha annunciato oggi nuove misure restrittive anti-Covid per i giorni di Natale e Capodanno e le rispettive vigilie. Le riunioni nelle case saranno limitate a un massimo di nove persone di due nuclei familiari, ha spiegato il portavoce del governo Stelios Petsas aggiungendo che si applicherà anche il coprifuoco dalle 22 alle 5. “La seconda ondata infuria ancora in Europa, costringendo anche i paesi più ricchi a estendere e rafforzare le restrizioni, e questo è altrettanto vero per la Grecia”, ha osservato Petsas durante una conferenza stampa. Il portavoce ha sottolineato il fatto che la Germania, che aveva affrontato meglio della maggior parte dei suoi vicini in primavera, ora è costretta a decretare una serrata generale fino al 10 gennaio. “Questo fatto suona come un allarme molto forte per tutti noi”, ha dichiarato Petsas, aggiungendo che il sistema sanitario nazionale greco resta ancora sotto un’enorme pressione, in particolare le sue unità di terapia intensiva. “Il governo ha posto la protezione della salute pubblica e della vita umana al primo posto fin dal primo momento. Su questa base, ha deciso di estendere fino al 7 gennaio le restrizioni imposte nel quadro del blocco, in modo che tutti i cittadini insieme e con fede con le nostre forze, possiamo superare queste diverse vacanze con sicurezza”, ha aggiunto. Ieri le autorità sanitarie hanno annunciato 693 nuovi casi di coronavirus oltre a 85 decessi. Il numero di pazienti ricoverati in terapia intensiva è 552.

Allo stesso tempo, Atene ha rafforzato i controlli sui viaggiatori che si recano in Grecia: da oggi dovranno sottoporsi al test rapido per il Covid-19 e restare in quarantena tre giorni in attesa dei risultati. I costi del test rapido saranno coperti dallo Stato greco, mentre per partire resta l’obbligo di presentare un test con esito negativo che non abbia più di 72 ore.

Regno Unito, Londra verso nuova zona rossa? Il sindaco propone chiusura anticipata delle scuole

Secondo quanto riporta l’emittente britannica Bbc, Londra potrebbe essere spostata al livello 3 di restrizioni anti-Covid a partire da mercoledì. Fonti interne al governo hanno infatti rivelato di essere “profondamente preoccupate” dal deciso aumento del numero dei contagi nella capitale britannica. Il sindaco di Londra, Sadiq Khan, ha chiesto al governo di agire “tenendo gli occhi aperti”, evitando di danneggiare ulteriormente l’economia della capitale. Secondo Khan, lo spostamento della capitale al livello 3 avrebbe “conseguenze catastrofiche” per il settore della ristorazione, della cultura e del commercio al dettaglio. Il sindaco ha chiesto al governo di considerare la chiusura anticipata di scuole superiori e università, a causa di un “significativo” aumento dei contagi da coronavirus tra gli studenti compresi nella fascia di eta’ tra i 10-19 anni. In una lettera al primo ministro, Khan ha espresso la sua preoccupazione per la ventilata terza ondata di contagi, che gli esperti britannici hanno iniziato a speculare potrebbe avvenire in Inghilterra nel mese di gennaio a seguito del rilassamento delle misure restrittive previsto per cinque giorni nel periodo natalizio. Diverse scuole primarie e superiori nell’area sud-est di Londra sono già state chiuse negli scorsi giorni a causa di una “crescita esponenziale” del numero dei contagi. Tuttavia, diversi membri del partito laburista (di cui lo stesso Khan fa parte), tra cui anche il leader Keir Starmer, si sono detti contrari all’idea di chiudere le scuole, affermando che “va contro le idee del partito”.

Articolo di  Giulia Belardelli  per HuffingtonPost.it 

 

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